NAPOLI - Alessandro Buongiorno, difensore del Napoli, è stato protagonista di una lunga intervista a "Panini Sport Italia": "Diciamo che innanzitutto io dalla parte della famiglia di mio papà sono tutti quanti napoletani. Quindi, diciamo, da quel lato lì, grazie a quel lato lì della famiglia, ho potuto un po’ conoscere Napoli anche prima di arrivarci. Mi hanno parlato sempre assolutamente bene della città ma anche dei tifosi, e quindi già lì ero stato un pochino indirizzato. Poi ovviamente quando devi fare questo tipo di scelte valuti tante cose: ovviamente la piazza, i tifosi, che ti spingono sempre a dare di più con assoluta passione. Avevo anche fatto una chiacchierata con il mister, che avevo incontrato per caso in un ristorante di Torino. Praticamente avevamo un giorno libero e io avevo deciso di fare il mio compleanno in un ristorante di Torino, ero con dei miei amici. A un certo punto, nello stesso ristorante, arriva il proprietario che mi dice: ‘Guarda che c’è una persona che ti vorrebbe parlare’. Io sapevo già che il Napoli era interessato ad acquistarmi, però lì poi ho avuto modo di parlare con il mister per confrontarmi un po’ con lui, e anche grazie a questo, dopo le cose che ti dicevo prima, insomma anche questo ha portato a far sì che io poi arrivassi a Napoli". Il difensore azzurro ha parlato anche delle sue caratteristiche: "Lettura anticipata o impulsività? Diciamo che bisogna cercare, come in ogni cosa, di avere un po’ di equilibrio per entrambe le cose. Quindi avere delle letture, cercare di leggere prima il gioco in determinati momenti e quindi pensare più magari a quello che succederà. In altri momenti invece agire più d’istinto, agire con quello che in quel momento ti dice la mente, ti dice il corpo di fare. Quindi bisogna cercare di avere un po’ di equilibrio su queste due cose".
di Redazione
28/03/2026 - 16:30
NAPOLI - Alessandro Buongiorno, difensore del Napoli, è stato protagonista di una lunga intervista a "Panini Sport Italia": "Diciamo che innanzitutto io dalla parte della famiglia di mio papà sono tutti quanti napoletani. Quindi, diciamo, da quel lato lì, grazie a quel lato lì della famiglia, ho potuto un po’ conoscere Napoli anche prima di arrivarci. Mi hanno parlato sempre assolutamente bene della città ma anche dei tifosi, e quindi già lì ero stato un pochino indirizzato. Poi ovviamente quando devi fare questo tipo di scelte valuti tante cose: ovviamente la piazza, i tifosi, che ti spingono sempre a dare di più con assoluta passione. Avevo anche fatto una chiacchierata con il mister, che avevo incontrato per caso in un ristorante di Torino. Praticamente avevamo un giorno libero e io avevo deciso di fare il mio compleanno in un ristorante di Torino, ero con dei miei amici. A un certo punto, nello stesso ristorante, arriva il proprietario che mi dice: ‘Guarda che c’è una persona che ti vorrebbe parlare’. Io sapevo già che il Napoli era interessato ad acquistarmi, però lì poi ho avuto modo di parlare con il mister per confrontarmi un po’ con lui, e anche grazie a questo, dopo le cose che ti dicevo prima, insomma anche questo ha portato a far sì che io poi arrivassi a Napoli". Il difensore azzurro ha parlato anche delle sue caratteristiche: "Lettura anticipata o impulsività? Diciamo che bisogna cercare, come in ogni cosa, di avere un po’ di equilibrio per entrambe le cose. Quindi avere delle letture, cercare di leggere prima il gioco in determinati momenti e quindi pensare più magari a quello che succederà. In altri momenti invece agire più d’istinto, agire con quello che in quel momento ti dice la mente, ti dice il corpo di fare. Quindi bisogna cercare di avere un po’ di equilibrio su queste due cose".