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LAZIO - Gattuso: "Viviamo uno sport dove l'episodio ti condanna, ho perso una Champions per un punto con il Milan e con il Napoli"
11.10.2026 21:52 di Redazione
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Gennaro Gattuso, allenatore della Lazio, ha parlato in conferenza stampa dell'esperienza che sta vivendo in biancoceleste: “Sinceramente nulla perché sto facendo le stesse cose. Poi dipende come ti vogliono far passare, vogliono dimostrare che ho fallito dove sono andato. Qui viviamo in un Paese che analizza poco ciò che vuoi proporre e ciò che hai fatto in carriera. Pago forse la personalità da giocatore, dove ero sempre indiavolato, e la gente pensa che sono rimasto questo. Le esperienze che ho fatto le ricordo tutte, ma non ho fatto tragedie. Non mi risulta che sono uno scappato di casa, bisogna vedere le percentuali di vittorie. Poi viviamo uno sport dove l'episodio ti condanna, ho perso una Champions per un punto col Milan e col Napoli, in Nazionale è successo quello che è successo, all'Hajduk perdo il campionato all'ultima giornata con una squadra di ragazzi che non vince da vent'anni. Poi, se si vuole cavalcare l'onda, ci sto, ma io faccio questo mestiere col fuoco dentro. Credo fortemente in quello che ho nella mia testa, ho fatto dei cambiamenti in questi anni perché all'inizio tornavo a casa ed ero sempre nervoso, ora sono io che devo dare il meglio di me con i calciatori. Ho accettato cose impensabili con i miei figli e io ho fatto il cambiamento, non loro. Uguale con i calciatori di oggi, forse nei primi anni da allenatore non mi divertivo come faccio ora. È finito il tempo passato, noi oggi cosa facciamo per interagire coi giocatori e tirare fuori il meglio da loro? Se pensiamo a come abbiamo vissuto noi non andiamo da nessuna parte. Sono tempi diversi”.

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LAZIO - Gattuso: "Viviamo uno sport dove l'episodio ti condanna, ho perso una Champions per un punto con il Milan e con il Napoli"

di Redazione

11/10/2026 - 21:52

Gennaro Gattuso, allenatore della Lazio, ha parlato in conferenza stampa dell'esperienza che sta vivendo in biancoceleste: “Sinceramente nulla perché sto facendo le stesse cose. Poi dipende come ti vogliono far passare, vogliono dimostrare che ho fallito dove sono andato. Qui viviamo in un Paese che analizza poco ciò che vuoi proporre e ciò che hai fatto in carriera. Pago forse la personalità da giocatore, dove ero sempre indiavolato, e la gente pensa che sono rimasto questo. Le esperienze che ho fatto le ricordo tutte, ma non ho fatto tragedie. Non mi risulta che sono uno scappato di casa, bisogna vedere le percentuali di vittorie. Poi viviamo uno sport dove l'episodio ti condanna, ho perso una Champions per un punto col Milan e col Napoli, in Nazionale è successo quello che è successo, all'Hajduk perdo il campionato all'ultima giornata con una squadra di ragazzi che non vince da vent'anni. Poi, se si vuole cavalcare l'onda, ci sto, ma io faccio questo mestiere col fuoco dentro. Credo fortemente in quello che ho nella mia testa, ho fatto dei cambiamenti in questi anni perché all'inizio tornavo a casa ed ero sempre nervoso, ora sono io che devo dare il meglio di me con i calciatori. Ho accettato cose impensabili con i miei figli e io ho fatto il cambiamento, non loro. Uguale con i calciatori di oggi, forse nei primi anni da allenatore non mi divertivo come faccio ora. È finito il tempo passato, noi oggi cosa facciamo per interagire coi giocatori e tirare fuori il meglio da loro? Se pensiamo a come abbiamo vissuto noi non andiamo da nessuna parte. Sono tempi diversi”.