Claudio Lotito torna a parlare e lo fa svelando retroscena legati al suo rapporto burrascoso con le frange più estreme del tifo biancoceleste. In un'intervista riportata dall'edizione odierna di Repubblica, il presidente della Lazio ha rievocato gli anni più bui della sua gestione, quando le intimidazioni lo costrinsero a prendere precauzioni estreme per la propria incolumità personale.
Le rivelazioni del patron laziale sono a tinte forti: "Per parecchio tempo sono andato in giro armato con due pistole, una avanti e una dietro, un’automatica e una Smith & Wesson. Una volta una è stata pure utile, mi ha salvato". Lotito ha poi ricordato un episodio specifico ad altissima tensione, risalente all'inaugurazione di un negozio nel quartiere Montesacro, quando rimase bloccato dalla folla e fu necessario il tempestivo intervento del Reparto Celere per consentirgli di uscire in sicurezza.
Il motivo scatenante, secondo Lotito, è strettamente legato alle continue speculazioni sulla possibile vendita della Lazio a fondi stranieri o fantomatici compratori milionari. Rumors che il presidente smentisce in modo categorico, svelando di essere passato alle vie legali: "Io non ho mai ricevuto offerte, ma una cosa è certa: ho dovuto fare delle denunce, delle segnalazioni alla Consob, dicendo che non ho mai ricevuto offerte". Una situazione tesa che ha scatenato nuovamente la rabbia di alcuni facinorosi, sfociata in un numero impressionante di intimidazioni telefoniche: "Io ricevo 5mila telefonate al giorno di minacce. Non sto scherzando. Nella vita io sono combattente, mai reduce. Sono contro i soprusi". In chiusura, Lotito risponde a quella fetta di tifoseria che lo accusa di mancanza di ambizione: "Prendetevi un ipnotico, se dovete sognare".
di Redazione
15/10/2026 - 13:02
Claudio Lotito torna a parlare e lo fa svelando retroscena legati al suo rapporto burrascoso con le frange più estreme del tifo biancoceleste. In un'intervista riportata dall'edizione odierna di Repubblica, il presidente della Lazio ha rievocato gli anni più bui della sua gestione, quando le intimidazioni lo costrinsero a prendere precauzioni estreme per la propria incolumità personale.
Le rivelazioni del patron laziale sono a tinte forti: "Per parecchio tempo sono andato in giro armato con due pistole, una avanti e una dietro, un’automatica e una Smith & Wesson. Una volta una è stata pure utile, mi ha salvato". Lotito ha poi ricordato un episodio specifico ad altissima tensione, risalente all'inaugurazione di un negozio nel quartiere Montesacro, quando rimase bloccato dalla folla e fu necessario il tempestivo intervento del Reparto Celere per consentirgli di uscire in sicurezza.
Il motivo scatenante, secondo Lotito, è strettamente legato alle continue speculazioni sulla possibile vendita della Lazio a fondi stranieri o fantomatici compratori milionari. Rumors che il presidente smentisce in modo categorico, svelando di essere passato alle vie legali: "Io non ho mai ricevuto offerte, ma una cosa è certa: ho dovuto fare delle denunce, delle segnalazioni alla Consob, dicendo che non ho mai ricevuto offerte". Una situazione tesa che ha scatenato nuovamente la rabbia di alcuni facinorosi, sfociata in un numero impressionante di intimidazioni telefoniche: "Io ricevo 5mila telefonate al giorno di minacce. Non sto scherzando. Nella vita io sono combattente, mai reduce. Sono contro i soprusi". In chiusura, Lotito risponde a quella fetta di tifoseria che lo accusa di mancanza di ambizione: "Prendetevi un ipnotico, se dovete sognare".