Gennaro Gattuso, allenatore della Lazio, ha parlato in conferenza stampa: "Non voglio che si parli nello spogliatoio o in palestra di cose che non ci riguardano. Noi dobbiamo fare il nostro lavoro, preparare le partite e allenarci in un solo modo. Ci possiamo lamentare solo se non arriva il salario per 4-5 mesi, altrimenti dobbiamo solo fare il nostro lavoro. Io leggo poco, l'extra campo non ci interessa. Quando ho iniziato a fare questo lavoro leggevo tanto e mi portava poco, io cerco di trasmettere ai miei giocatori che non si deve parlare di cose che non ci riguardano. Ci dobbiamo rifare del secondo tempo fatto con il Milan".
Nel corso della conferenza, Gattuso ha poi risposto a una domanda sul gioco espresso dalla Lazio e sul riconoscimento del lavoro svolto, ricordando quanto fatto in passato sulle panchine di Napoli e Milan. Il tecnico ha sottolineato come il suo modo di intendere il calcio sia diverso dall'immagine costruita durante la carriera da calciatore: "Forse qualcuno si dimentica ciò che è stato fatto al Napoli e al Milan, non sono andato in Champions con 77 punti e se avessimo vinto l'ultima partita col Verona saremmo stati secondi. Quella squadra giocava un gran calcio come il Milan, ma io sono schiavo del mio personaggio da calciatore. Questo è un altro lavoro, quando ti battezzano Ringhio è normale, ma io faccio questo lavoro con passione ed è un lavoro diverso. Un giocatore con le mie caratteristiche forse in una mia squadra non giocava per quello che voglio fare con le mie squadre. Uno come me forse non trovava posto per come vedo il calcio".
di Redazione
18/09/2026 - 16:14
Gennaro Gattuso, allenatore della Lazio, ha parlato in conferenza stampa: "Non voglio che si parli nello spogliatoio o in palestra di cose che non ci riguardano. Noi dobbiamo fare il nostro lavoro, preparare le partite e allenarci in un solo modo. Ci possiamo lamentare solo se non arriva il salario per 4-5 mesi, altrimenti dobbiamo solo fare il nostro lavoro. Io leggo poco, l'extra campo non ci interessa. Quando ho iniziato a fare questo lavoro leggevo tanto e mi portava poco, io cerco di trasmettere ai miei giocatori che non si deve parlare di cose che non ci riguardano. Ci dobbiamo rifare del secondo tempo fatto con il Milan".
Nel corso della conferenza, Gattuso ha poi risposto a una domanda sul gioco espresso dalla Lazio e sul riconoscimento del lavoro svolto, ricordando quanto fatto in passato sulle panchine di Napoli e Milan. Il tecnico ha sottolineato come il suo modo di intendere il calcio sia diverso dall'immagine costruita durante la carriera da calciatore: "Forse qualcuno si dimentica ciò che è stato fatto al Napoli e al Milan, non sono andato in Champions con 77 punti e se avessimo vinto l'ultima partita col Verona saremmo stati secondi. Quella squadra giocava un gran calcio come il Milan, ma io sono schiavo del mio personaggio da calciatore. Questo è un altro lavoro, quando ti battezzano Ringhio è normale, ma io faccio questo lavoro con passione ed è un lavoro diverso. Un giocatore con le mie caratteristiche forse in una mia squadra non giocava per quello che voglio fare con le mie squadre. Uno come me forse non trovava posto per come vedo il calcio".