“Con il mio testo di legge si affronta e si risolve la questione sul piano culturale, si mette fine all’ambiguità e si stabilisce una volta per sempre che gli equidi non sono animali da reddito, ma d’affezione. Con tutte le conseguenze del caso. Rafforzare i controlli e migliorare le condizioni di trasporto sono azioni necessarie, ma ciò che la maggioranza degli italiani chiede è che cambi lo status degli equidi. I cavalli sono nostri amici e gli amici non si mangiano né si sfruttano: basta con le folli corse dei palii, le manifestazioni anacronistiche, le corse clandestine, il supplizio delle botticelle, le inenarrabili sofferenze che precedono la macellazione”. Così l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, presenta la sua proposta di legge AC 48 che tra l’altro vieta la macellazione degli equidi e il consumo della loro carne e che ha da poco iniziato il proprio iter nella commissione Agricoltura della Camera.
“Questa proposta che ho ripresentato al principio della legislatura - afferma l’on. Brambilla -accompagna e completa un cambiamento culturale che per la maggioranza degli italiani è già realtà. Poggia su solidi presupposti: sul piano giuridico c’è il sostegno dell’art.9 della Costituzione riformato e della legge Brambilla che riconosce gli animali come esseri senzienti, sul piano etico l’imperativo di non uccidere e non causare sofferenza ad esseri senzienti, sul piano scientifico l’evidenza di uno sfruttamento che comporta gravi forme di maltrattamento, particolarmente nella fase di macellazione come evidenziato da studi dell’EFSA, e, per quanto riguarda il consumo di carne, elevati rischi per la salute derivanti dalla non sicura tracciabilità del prodotto. Ricordo che per la carne equina non è obbligatoria l’etichettatura d’origine e la porta è aperta a frodi di ogni genere”.
La deputata richiede un taglio netto con le cattive abitudini ereditate dal passato. Come lanciare i cavalli sui tracciati medievali dei palii: 43 gli animali morti dal 1975 al 2018, per non parlare di quelli che perdono la vita durante le più varie manifestazioni storiche (l’ultimo nei giorni scorsi alla Sartiglia di Oristano) o utilizzarli per trainare carrozzelle e botticelle nell’anacronistico servizio di piazza, che spesso, soprattutto nei mesi caldi, costa la vita ai poveri animali. “E in molti casi - commenta l’on. Brambilla - grazie a triangolazioni o certificazioni compiacenti, l’ultima stazione è il macello, spesso dopo avere affrontato lunghissimi viaggi in condizioni inenarrabili. E’ ora di voltar pagina. L’Italia è cambiata e vuole il cambiamento”.
Numerose le associazioni animaliste presenti oggi a Montecitorio per sostenere la proposta di legge: Enpa (con la presidente Carla Rocchi), Oipa (con l’avv. Claudia Taccani), la LNDC Animal protection (con la presidente Piera Rosati), Italian Horse Protection (con il presidente Sonny Richichi), Legambiente (Nino Morabito), Gaia animali e ambiente ( Edgar Meyer), il Partito animalista europeo (Stefano Fuccelli). Prezioso il contributo dell’associazione “Essere animali” che ha realizzato il video sulla macellazione dei cavalli mostrato durante la conferenza stampa: “Mostra - spiega Essere Animali - che cosa si nasconde in Italia dietro la macellazione dei cavalli, spesso importati da altri Paesi e sottoposti a trasporti estenuanti. Oltre 2.000 km di un viaggio senza ritorno che abbiamo documentato in tutte le sue tappe, dai mercati dove gli animali vengono caricati sui mezzi di trasporto, sino agli impianti di macellazione situati in diverse regioni d’Italia”.
Infatti, al netto di discrepanze derivanti dall’inefficienza dei sistemi di tracciamento, l’andamento negli anni delle macellazioni di cavalli nel nostro Paese è fortemente decrescente, da oltre 70 mila l’anno nel 2012 a circa 22 mila nel 2024 secondo l’Istat, 21.005 nel 2025 secondo la Banca dati nazionale veterinaria. La maggior parte dei cavalli macellati è importata dal Belgio, dalla Polonia, dalla Spagna, dalla Francia e della Romania. Un rapporto di Ipsos, pubblicato in maggio, mostra che nel nostro Paese il consumo di carne equina è ai minimi: solo il 17 per cento dei consumatori di carne afferma di mangiare cavallo almeno una volta al mese. Tra coloro che non la consumano, il 42 per cento spiega la propria scelta con un sentimento di empatia nei confronti di questi animali e il 31 per cento li considera già “da compagnia”.
di Redazione
24/02/2026 - 18:19
“Con il mio testo di legge si affronta e si risolve la questione sul piano culturale, si mette fine all’ambiguità e si stabilisce una volta per sempre che gli equidi non sono animali da reddito, ma d’affezione. Con tutte le conseguenze del caso. Rafforzare i controlli e migliorare le condizioni di trasporto sono azioni necessarie, ma ciò che la maggioranza degli italiani chiede è che cambi lo status degli equidi. I cavalli sono nostri amici e gli amici non si mangiano né si sfruttano: basta con le folli corse dei palii, le manifestazioni anacronistiche, le corse clandestine, il supplizio delle botticelle, le inenarrabili sofferenze che precedono la macellazione”. Così l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, presenta la sua proposta di legge AC 48 che tra l’altro vieta la macellazione degli equidi e il consumo della loro carne e che ha da poco iniziato il proprio iter nella commissione Agricoltura della Camera.
“Questa proposta che ho ripresentato al principio della legislatura - afferma l’on. Brambilla -accompagna e completa un cambiamento culturale che per la maggioranza degli italiani è già realtà. Poggia su solidi presupposti: sul piano giuridico c’è il sostegno dell’art.9 della Costituzione riformato e della legge Brambilla che riconosce gli animali come esseri senzienti, sul piano etico l’imperativo di non uccidere e non causare sofferenza ad esseri senzienti, sul piano scientifico l’evidenza di uno sfruttamento che comporta gravi forme di maltrattamento, particolarmente nella fase di macellazione come evidenziato da studi dell’EFSA, e, per quanto riguarda il consumo di carne, elevati rischi per la salute derivanti dalla non sicura tracciabilità del prodotto. Ricordo che per la carne equina non è obbligatoria l’etichettatura d’origine e la porta è aperta a frodi di ogni genere”.
La deputata richiede un taglio netto con le cattive abitudini ereditate dal passato. Come lanciare i cavalli sui tracciati medievali dei palii: 43 gli animali morti dal 1975 al 2018, per non parlare di quelli che perdono la vita durante le più varie manifestazioni storiche (l’ultimo nei giorni scorsi alla Sartiglia di Oristano) o utilizzarli per trainare carrozzelle e botticelle nell’anacronistico servizio di piazza, che spesso, soprattutto nei mesi caldi, costa la vita ai poveri animali. “E in molti casi - commenta l’on. Brambilla - grazie a triangolazioni o certificazioni compiacenti, l’ultima stazione è il macello, spesso dopo avere affrontato lunghissimi viaggi in condizioni inenarrabili. E’ ora di voltar pagina. L’Italia è cambiata e vuole il cambiamento”.
Numerose le associazioni animaliste presenti oggi a Montecitorio per sostenere la proposta di legge: Enpa (con la presidente Carla Rocchi), Oipa (con l’avv. Claudia Taccani), la LNDC Animal protection (con la presidente Piera Rosati), Italian Horse Protection (con il presidente Sonny Richichi), Legambiente (Nino Morabito), Gaia animali e ambiente ( Edgar Meyer), il Partito animalista europeo (Stefano Fuccelli). Prezioso il contributo dell’associazione “Essere animali” che ha realizzato il video sulla macellazione dei cavalli mostrato durante la conferenza stampa: “Mostra - spiega Essere Animali - che cosa si nasconde in Italia dietro la macellazione dei cavalli, spesso importati da altri Paesi e sottoposti a trasporti estenuanti. Oltre 2.000 km di un viaggio senza ritorno che abbiamo documentato in tutte le sue tappe, dai mercati dove gli animali vengono caricati sui mezzi di trasporto, sino agli impianti di macellazione situati in diverse regioni d’Italia”.
Infatti, al netto di discrepanze derivanti dall’inefficienza dei sistemi di tracciamento, l’andamento negli anni delle macellazioni di cavalli nel nostro Paese è fortemente decrescente, da oltre 70 mila l’anno nel 2012 a circa 22 mila nel 2024 secondo l’Istat, 21.005 nel 2025 secondo la Banca dati nazionale veterinaria. La maggior parte dei cavalli macellati è importata dal Belgio, dalla Polonia, dalla Spagna, dalla Francia e della Romania. Un rapporto di Ipsos, pubblicato in maggio, mostra che nel nostro Paese il consumo di carne equina è ai minimi: solo il 17 per cento dei consumatori di carne afferma di mangiare cavallo almeno una volta al mese. Tra coloro che non la consumano, il 42 per cento spiega la propria scelta con un sentimento di empatia nei confronti di questi animali e il 31 per cento li considera già “da compagnia”.