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STADIO - San Paolo sconfortante: pochi tifosi e curve silenziose, cantano solo i viola
19.01.2020 17:00 Fonte: Fabio Tarantino per il Roma

Verrebbe da chiedersi, guardandosi attorno, a meno di un'ora dall'inizio della partita, quando il Napoli ritroverà il San Paolo, in quale gara si tornerà ad avvertire il brivido della passione, con gradinate piene e quel caos che spesso stressa ed ora manca. La protesta degli ultras continua, al centro del dibattito il regolamento d'uso dello stadio, così anche con la Fiorentina non c'è stato il pienone ma neppure un bel colpo d'occhio, in totale sono 22.219 gli spettatori che si sono sistemati comodi a pochi minuti dal fischio d'inizio, senza l'ansia di doversi affrettare per evitare il traffico e le code all'ingresso. Era un'altra stagione ma non era un altro calcio, non siamo ancora allo stadio virtuale, semplicemente raccontiamo di un'epoca in cui i risultati latitano - a maggior ragione dopo l'ultima disfatta - e le multe hanno fatto il resto, raffreddando l'amore dei fedelissimi che da mesi hanno deciso di non occupare più il proprio posto sugli spalti.

 

ATMOSFERA. Arriverà la partita ma l'attesa non è la stessa da un bel po' di tempo, qualcuno se ne accorge per strada, incamminandosi da solo verso lo stadio, ma anche durante il riscaldamento e ovviamente dopo mentre la gara è in corso. Settori vuoti, qualche voce che si riconosce, per fortuna tanti bambini dei Distinti Inferiori, settore a loro dedicato. Si fanno sentire, i più piccoli, mentre gli adulti vanno ad intervalli d'emozioni, incitano la squadra in alcuni momenti clou dell'incontro, poi resiste qualche istante anche di silenzio imbarazzante che fa spazio ai 300 tifosi viola. Gli unici ad esultare.

 

LA PARTITA. Si comincia con un traguardo, quello di Milik, cento in azzurro con la Lazio, per lui maglia speciale ricevuta prima della partita: gliel'ha data il suo amico e connazionale Zielinski. Pochi minuti dopo, comincia la (sua) centunesima col Napoli. Ma la sua partita è complicata e quella del Napoli di più: il copione sembra lo stesso, c'è perfino il gol degli ospiti, segna tutto solo Chiesa, il San Paolo ogni tanto s'esalta - al 22' si risente un coro - ma spesso si spegne, silenzioso e discreto, poi al novantesimo esplode: fischi per tutti, cori contro De Laurentiis, ovviamente solo di chi è rimasto. Molti sono andati via subito dopo il gol di Vlahovic. Ma ora si replica: martedì la Lazio e domenica la Juve, con trattative in atto e quella richiesta degli ultras - una nuova zona per tifare - che il Napoli non può accontentare: non c'è tempo per nuovi lavori. Se ne parlerà, eventualmente, la prossima stagione.

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